Avviati i laboratori di narrazione

Mentre proseguono i due laboratori di narrazione previsti dal progetto Maqeda a Bologna: due incontri Sala Borsa, due alla Scuola delle donne Pilastro, venerdi 23 Marzo abbiamo avviato il terzo laboratorio a Nonantola, alla Scuola Frisoun, scuola di italiano per tutti.

Frisoun non è solo una scuola, è un luogo di incontro, di comunità, all’incontro infatti  c’erano migranti, persone del luogo di diverse età, bambini, adolescenti e adulti.

Anche questo laboratorio è stato avviato dalla narrazione di Gabriella Ghermandi, che ha intrecciato, come nei precedenti incontri, la sua storia personale con la storia della Regina di Saba.

 

STORIE DAI LABORATORI

Nonantola: “Io voglio fare la metalmeccanica. Voglio fare un lavoro con le mie mani”

Al termine della presentazione una giovane bengalese si è avvicinata a Gabriella e ha detto “Io voglio fare tutto, come hai detto tu” e poi si è messa a raccontare: “La mia famiglia è emigrata in Italia, a Nonantola. Siamo in tanti parenti qui. Sono venuta qui da piccola, con i miei genitori. Poi a 16 anni i miei nonni che vivevano in Bangladesh, mi hanno proposto un matrimonio combinato. Nessuno dei loro nipoti era sposato. Nessuno aveva accettato una loro proposta di matrimonio combinato, e io ho accettato. Mi sono sposata con un ragazzo, e sono stata fortunata, perché io piaccio a lui e lui piace a me. Però ci abbiamo messo tanto tempo a ricongiungerci, perché qui in Italia non ci si può sposare prima di 18 anni, quindi prima che lui arrivasse ho atteso alcuni anni. Poi lui è arrivato, e io pensavo che dal suo arrivo avrei avuto una bella vita, non avrei lavorato e si sarebbe occupato lui di tutto, ma poi ho capito, che erano sogni di una ragazzina. Sono diventata adulta, sono diventata mamma e dentro di me è nato il desiderio di lavorare, di essere partecipe alla mia famiglia in un altro modo. Io voglio trovare un lavoro, ma non un lavoro qualsiasi, di quelli che secondo le persone vanno bene per noi donne. Le mie mani sono fatte per avvitare, svitare, mettere assieme pezzi… io voglio fare la metalmeccanica. Adesso mi sono iscritta ad un corso che durerà alcuni mesi, per fare proprio questo. Poi farò uno stage in una azienda, e poi vediamo… . Io voglio fare questo. Questo lavoro con le mie mani”.

Pilastro: i racconti di Aminò e Nadia

Aminò, aiutata da Fulvia, nella rielaborazione del primo incontro ha scritto

“Io sono Somala.
Per venire in italia dalla Somalia sono andata in Kenia
Poi sono andata in Uganda
Poi sono andata in Sudan
Poi sono andata il Libia
Alla fine sono arrivata in italia.
Io spero
Io spero
Io spero …..”

Mentre Nadia ha detto:

La figura femminile che mi aiuta è mia sorella, lei mi dice sempre di fare ciò che voglio, ciò in cui credo, perché la vita passa in fretta, e quando nel futuro mi volterò indietro a guardare, non mi dovrò pentire. Lei si è sposata da piccola.